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67. Non mi sento bene

Situazione comunicativa
Quando un ragazzo sta male a scuola si cerca di capire qual è il motivo del malessere. Poi si chiama un genitore che lo riporta a casa.

Fabio: ‒ Mi scusi, ma non mi sento bene.
Professoressa: ‒ Che cosa ti senti?
Fabio: ‒ Non so mi sento male.
Professoressa: ‒ Guarda che non ti devo interrogare…
Fabio: ‒ No prof, non sto scherzando davvero non mi sento bene.
Professoressa: ‒ Andiamo in infermeria.
Fabio: ‒ Forse non ho digerito il latte questa mattina.
Professoressa: ‒ Ma lo bevi sempre la mattina?
Fabio: ‒ Sì, tutte le mattine, ma poi ho preso freddo. Non ho messo il giubbino.
Professoressa: ‒ E perché non ti sei coperto?
Fabio: ‒ Perché mi sembrava una giornata calda.
Professoressa: ‒ Mah! Avete tutti fretta di eliminare cappotti e giubbotti.
Fabio: ‒ Ho telefonato a casa così mi vengono a prendere.
Professoressa: ‒ Sì, ma ho fatto chiamare anch’io tua mamma.
Fabio: ‒ Vorrei bere una limonata calda…
Professoressa: ‒ Ho chiesto alla bidella di prepararla. Vedrai che ti passa in fretta.
Fabio: ‒ Ecco, sta arrivando mia madre.
Professoressa: ‒ Velocissima! Buongiorno signora. Ecco qui suo figlio.
Mamma: ‒ Ma cos’hai? Non hai digerito il latte?
Fabio: ‒ Sì, penso sia quello.
Mamma: ‒ O hai mangiato altre cose per strada, venendo a scuola?
Fabio: ‒ No, volevo una brioche, ma già non mi sentivo bene.
Mamma: ‒ Dai vestiti che andiamo a casa.
Fabio: ‒ Ma non ho il giubbino.
Mamma: ‒ Va beh, dai andiamo. Ho la macchina qui di fronte alla scuola.