Ristoranti con sorpresa Copy

Una cena letteraria

Libera riduzione da un racconto di Luca Navarra

Un’amica, mi propone di uscire a cena… Mi dice che ha scelto un ristorantino che sicuramente mi piacerà molto. Accetto volentieri. Penso già a un locale dove si servono piatti della cucina mediterranea, magari con qualche cosa di vegetariano… insomma il tipo di posto che di solito scegliamo per le nostre serate.
Ci incontriamo all’ingresso… entriamo… lei dà il suo nome al direttore di sala e precisa che per me è la prima volta.
– Bene – dice il distinto cameriere, – speriamo che il signore trovi di proprio gusto il nostro locale.
Intanto dà a ciascuno di noi un elegante dépliant che sembra un menu e ci invita ad accomodarci in sala, indicandoci una porta a sinistra. Prega anche la mia amica di spiegarmi a cosa serve il biglietto e le regole del gioco. Seduti al nostro tavolo apro il mio biglietto… lo leggo… non ci sono i piatti del giorno né la lista dei vini, ma solo un nome di donna!
Lei sorride e finalmente mi spiega. Anche sul suo biglietto c’è un nome… sono quelli dei protagonisti di un romanzo famoso. Un altro indizio. Tutti i piatti del menù sono ispirati al paese dove vivono i protagonisti del romanzo. Se indoviniamo di quale romanzo si tratta non paghiamo il conto, se no paghiamo per quello che abbiamo mangiato.
Il cameriere si avvicina e chiede se va tutto bene, ci lascia la carta e… comincia la nostra cena letteraria.

Il signor Veneranda

di Carlo Manzoni

Il signor Veneranda è seduto al tavolo di un ristorante all’aperto.
– Il signore mangia? – chiede il cameriere al signor Veneranda.
– Certamente – risponde il signor Veneranda.
– Spaghetti al sugo, risotto, minestra in brodo? – chiede il cameriere leggendo la lista.
– Si capisce – dice il signor Veneranda – anche arrosto di vitello, salame, prosciutto, pesce, ossobuco, filetti, spezzatini, brasato eccetera. Adesso è inutile che stia qui a farle l’elenco delle cose che mangio. Guardi, mi piace quasi tutto.
– Va bene ma… – balbetta il cameriere, stupito, – io vorrei sapere che cosa prende adesso. Allora cosa vuole?
– Niente – dice il signor Veneranda – assolutamente niente. Lei mi ha chiesto se mangio e io le ho risposto. Mi ero seduto solo per riposare. Mi dispiace per l’inconveniente.

Lo chef mascherato

Libera riduzione da un racconto di Alessia de Falco

Luigi è un fantasma con un unico grande desiderio: aprire un ristorante vegetariano e diventare un famoso chef. “È un’idea abbastanza sciocca” gli dicono i suoi amici “Nessuno entrerà mai in un ristorante popolato da fantasmi.” “Scapperanno a gambe levate!” ripetono tutti quelli con cui parla.
Luigi però non si lascia spaventare: sceglie una casetta abbandonata lungo la strada e comincia a lavorarci. Dopo un mese di preparativi, finalmente il ristorante è pronto. Lo chiama: La Luna Piena.
Appeso fuori dalla porta c’è il menù. Certo all’inizio lui non può permettersi una grande varietà di cibi, ma prepara i suoi piatti preferiti: gelatina di funghi, tagliatelle del bosco, frittura di erbe e fiori e per dolce un gelato al muschio.
Per non spaventare i suoi clienti, porta sempre un grembiule bianco da cuoco e indossa una maschera, in modo che nessuno si accorga della sua vera natura. Pensate un po’, un cuoco mascherato! In poco tempo la voce si sparge in città e i clienti cominciano ad arrivare: tutti vogliono assaggiare il gelato al muschio del misterioso chef mascherato…