Le stagioni Copy

Temporale estivo

in Poesie di Federico Tozzi

Ecco un lampo: guizza, abbaglia, sembra incendi il cielo.
Poi scoppia il tuono. Un tonfo1 forte, un brontolio lungo.
I passeri si rifugiano sotto i tegoli2, le rondini volano basse, senza stridi3.
Cadono le prime gocce d’acqua, si fanno fitte, sembrano grossi aghi lucenti.

 

La città sotto la neve

In Marcovaldo di Italo Calvino

Quel mattino lo sveglia il silenzio. Marcovaldo si tira su dal letto col senso di qualcosa di strano nell’aria.Non capisce che ora è, la luce tra le stecche4 delle persiane è diversa da quella di tutte le ore del giorno e della notte. Apre la finestra: la città non c’è più, è stata sostituita da un foglio bianco… le finestre e i tetti e i lampioni lì intorno, sono nascosti sotto tutta la neve che c’è caduta sopra nella notte.


  1. tonfo: rumore di qualcosa di pesante che cade
  2. tegoli: tegole, elementi del tetto
  3. stridi: versi acuti tipici delle rondini
  4. stecche: liste di legno
 

L’estate del 1978

in Io non ho paura di Niccolò Ammaniti

Ogni cosa era coperta di grano. Le colline, basse, sembravano onde di un oceano dorato. Fino in fondo all’orizzonte grano, cielo, sole e caldo. Non avevo idea di quanto faceva caldo, uno a nove anni, di gradi centigradi se ne intende poco, ma sapevo che non era normale. Quella terribile estate del 1978 è rimasta famosa come una delle più calde del secolo. Il sole ti levava il respiro, la forza, la voglia di giocare, tutto. E la notte si soffocava uguale.

 

Autunno

in Racconti di Francesco Chiesa

La gente era occupata a vendemmiare1, a cogliere granturco, a raccogliere le ultime noci e le prime castagne…
Nessun autunno mi ricordo d’aver veduto così carico d’abbondanza; simile a una festa solenne.
Di tanto in tanto il sole riusciva a farsi largo tra le nuvole e mandava in fiamme le vigne rosseggianti e faceva brillare le pannocchie del granturco appese agli archi dei loggiati.


  1. vendemmiare: raccogliere l’uva