Remember

DIALOGO
Bea: ‒ Eccomi, arrivo.
Giuly: ‒ Dai che andiamo.
Bea: ‒ Siamo un po’ in ritardo?
Giuly: ‒ Sì, come sempre, io però non ho voglia di sentire gridare anche oggi per il ritardo.
Bea: ‒ Forza. Hai preso la racchetta?
Giuly: ‒ Sì, ho preso quella vecchia perché mi trovo meglio.
Bea: ‒ Dai che questa volta dobbiamo vincere assolutamente.
Giuly: ‒ A che ora hai prenotato il campo?
Bea: ‒ Ho prenotato per le tre per un’ora. Non c’erano altre possibilità.
Giuly: ‒ Guarda che sono già le due e mezza.
Bea: ‒ Vedrai che Antonio e Paolo sono già arrivati.
Giuly: ‒ Eccoli! Guarda che sono all’ingresso.
Bea: ‒ Sì, li ho visti. Accelera un po’ il passo.
Giuly: ‒ Ciao ragazzi!
Bea: ‒ Non ti vedono, lasciali entrare.
Giuly: ‒ Ok. Ti raccomando di essere un po’ più agile dell’altro giorno.
Bea: ‒ Guarda che sei tu che non ti muovi. Io corro velocissima.
Giuly: ‒ Ma sei tu che hai fatto un doppio fallo.
Bea: ‒ Sì, ma hai visto che schiacciate!
Giuly: ‒ Vero, ma alla fine hanno vinto loro.
Bea: ‒ Eccoci. Ciao ragazzi. Pronti!

 

L’USO DELL’APOSTROFO
L’apostrofosi usa per indicare che la vocale finale di una parola è stata eliminata quando la parola seguente inizia per vocale.
Si deve usare sempre con

  • le preposizioni articolate formate con gli articoli lo e la davanti a vocale o H
  • l’articolo una davanti ai nomi femminili che iniziano per vocale
  • ci e ne davanti al verbo Essere
  • lo e la davanti a vocale o H
all’ingressodell’altro

un’ora

c’erano

l’inizio, l’amica, l’hotel

L’apostrofo si usa per indicare che una sillaba finale di una parola è stata tagliata.  Siamo un po’ (poco) in ritardo?